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MUSEI A LUGANO

 

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Museo cantonale di storia naturale

Il Museo cantonale di storia naturale è un organo del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino. Suo compito è ricercare, documentare, studiare e divulgare le conoscenze relative al patrimonio naturale della regione, nonché sviluppare una maggiore consapevolezza del ruolo crescente che l'uomo svolge nel suo ambiente di vita.
Il Museo svolge una regolare attività di ricerca, gestisce un patrimonio di oltre mezzo milione di reperti (minerali, rocce, fossili, animali, piante, funghi) e dispone di una biblioteca specializzata. Esso funge da importante polo di riferimento per il singolo cittadino, la scuola, gli istituti scientifici, le associazioni, il turismo e la pubblica amministrazione.

 

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L'esposizione permanente (1'100 m2) offre una visione generale delle diverse componenti naturali della regione: grandi ricostruzioni di ambiente (diorami) presentano gli animali e le piante più significative, mentre alcune sezioni sono dedicate a rocce, minerali e fossili, tra cui anche i famosi rettili del Monte San Giorgio. Una particolarità del Museo è l'ampia sezione dedicata ai funghi.
Accanto all'esposizione permanente l'istituto allestisce mostre temporanee, organizza corsi e conferenze, produce pubblicazioni e materiale didattico, e collabora con altre istituzioni nella realizzazione di percorsi tematici.

 

Museo d'arte

La Villa Malpensata, costruita verso la metà del XVIII secolo è oggi la sede del Museo d'Arte della Città di Lugano.
Nel 1845, dopo varie trasformazioni e ampliamenti, la Villa divenne proprietà della famiglia Caccia.
Nel 1893, all'atto della sua morte, Antonio Caccia, scrittore e collezionista d'arte, già diventato erede della Villa, la cede, insieme ad opere ed oggetti artistici, alla Città di Lugano, con la richiesta di vederla destinata ad ospitare un museo.
Nel 1903 la Città accetta il lascito Caccia con l'impegno di istituire nella Villa Malpensata un museo d'arte.
Tale intenzione, dopo alterne vicende, trova esito con il restauro trasformativo della Villa, avviato nel 1967, al fine di ottenerne un vero e proprio museo.
Dopo l'apertura avvenuta nel 1973 e fino al 1990, il Museo della Villa Malpensata accoglie un centinaio di episodi espositivi, diversamente concepiti e allestiti. Ulteriori restauri sopravvenuti dopo il '90 e un diverso orientamento espositivo a partire dal 1992 avviano una diversa fase: la Villa Malpensata assume la denominazione di Museo d'Arte Moderna divenendo sede per esposizioni temporanee dedicate, fino al 2007, all'arte del XX secolo con particolare attenzione al filone figurativo della pittura espressionista.
Dal 2008, con l'avvio a Lugano del Polo Culturale la Villa Malpensata assume la denominazione di Museo d'Arte.
La nuova identità è rivolta ad esprimere nuovi criteri e concezioni dell'attività espositiva, nell’ottica di favorire relazioni attive con la rete museale esistente a Lugano, nel suo territorio ed oltre; con il Museo d'Arte si apre la nuova stagione dell’istituzione che, nel 2012-2013, porterà all'apertura del grande Centro Culturale della Città di Lugano.
 

Museo Wilhem Schmid

Nel quartiere di Brè, sopra Lugano, si trova il Museo Wilhelm Schmid (1892-1971).
È per volontà della moglie Maria Schmid che la casa dove visse l'artista è stata lasciata alla Città di Lugano, con una parte delle sue opere e la sua biblioteca.
Dopo il restauro effettuato nel 1982 a cura del Dicastero del territorio su progetto dell'arch. W. Eberli, oggi l'edificio si presenta come un piccolo museo che ha saputo conservare intatta l'atmosfera che circondava l'artista.
Il pittore è stato un esponente di rilievo del movimento artistico-culturale "Nuova oggettività" sorto in Germania negli anni Venti, prima dell'avvento del nazismo. Si tratta di un gruppo sorto dall'espressionismo che ha potuto annoverare, tra i "suoi", nomi come Otto Dix, Grosz e Schad.
Wilhelm Schmid, tuttavia, è stato un artista che ha dato ai suoi personaggi toni più romantici e meno aggressivi, seguendo una corrente poetica che si ispirava alle piccole cose di uso comune.

Tratto dal sito http://www.lugano.ch/cultura/welcome.cfm?catID=04002 

 

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